Dopo il fallimento di FTX, Bitfinex, attraverso il suo CTO, ha appena presentato la sua Proof of Reserve per rassicurare i suoi clienti.

Mentre la situazione di FTX continua a mandare in fibrillazione l’intera comunità delle criptovalute, la caduta dell’impero di SBF sembra aver avuto l’effetto di un elettroshock su tutti gli scambi centralizzati di criptovalute.

In questo senso, Bitfinex ha appena reso pubblica la sua Proof of Reserve per rassicurare gli utenti sulla sua solvibilità.

Le bugie di Sam Bankman-Fried sulla salute finanziaria delle sue aziende, poche ore prima che la maggior parte del suo ecosistema venisse dichiarato fallito, sono viste come un profondo tradimento da parte dei clienti della piattaforma.

Di conseguenza, il concetto di proof of reserve è stato riportato alla ribalta dal CEO di Binance.

Ritiene che la fiducia degli utenti sia stata profondamente colpita dai recenti eventi, ma che solo una maggiore trasparenza degli scambi contribuirà a recuperarla.

In questo senso, Binance ha pubblicato rapidamente la sua lista di asset, mentre KuCoin e Crypto.com hanno iniziato a fornire prove della loro solidità finanziaria.

Tuttavia, ci sono ancora molte zone d’ombra in queste dichiarazioni.

Bitfinex presenta la sua Prova di Riserva

Paolo Ardoino, il CTO di Bitfinex, ma anche di Tether, si è preso la briga di pubblicare questa dichiarazione sul suo account Twitter, rimandando a un link github che permette di ottenere informazioni complete sulla proof of reserve di Bitfinex.

Bitfinex dispone quindi di 135 indirizzi diversi in cui sono sparsi tutti gli asset dell’azienda.

Per chiarire ulteriormente la situazione ed evitare agli utenti di dover fare una ricerca manuale, Paolo Ardoino si è assunto l’onere di fornire i dati principali sui Bitcoin e gli Ethereum in possesso della società.

Di conseguenza, apprendiamo che Bitfinex è tra i primi indirizzi di detenzione di Bitcoin al mondo con 204.338.17967717 BTC detenuti dalla società.

Per quanto riguarda Ethereum, Bitfinex è anche tra i principali detentori della criptovaluta, in quanto detiene 1.225.600 ETH.

Bitfinex vuole rilanciare la sua idea di Proof of Solvency

Nel giugno 2018, Bitfinex ha sviluppato un software open source chiamato Antani.

La missione di questa biblioteca era quella di fornire una maggiore trasparenza sul merito di credito.

In concreto, si tratta di un database sotto forma di albero di Merkle che consente di dimostrare la solvibilità dei conti di un’entità o di un’azienda senza passare necessariamente per la blockchain.

Lasciato dalla società, Paolo Ardoino annuncia l’intenzione di Bitfinex di utilizzare nuovamente questa soluzione per consentire agli utenti di avere una prova verificabile della solvibilità di un’azienda senza rischiare la propria privacy.

Rimanete vigili nonostante queste dichiarazioni

Sebbene la stragrande maggioranza delle borse di criptovalute stia compiendo sforzi di trasparenza, queste varie informazioni non consentono di accertare con precisione la solvibilità delle società.

Oggi più che mai, è necessario essere prudenti e una buona comprensione della gestione del rischio deve essere una priorità.

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